Belli come il sole - Abbigliamento e pannolini in materie prime naturali Belli come il sole - Abbigliamento e pannolini in materie prime naturali
Home | Ordini | Contattaci | Rivenditori | Download | Ospiti | Fior di Pesco Edizioni
cercaCerca nel sito
cercaRicerca libri

Novità
Offerte
Omaggi
Kit pannolini
Libreria Mamma
Libreria Infanzia
Home | Prodotti | Libreria | Problemi sociali 
La banalità del male


Articolo: 411362
Autore: Arendt H.
Editore: Feltrinelli
Formato: 12.5 x 19
Pagine: 320
Libro


La banalità del male

Un libro scomodo che pone domande che non avremmo mai voluto porci e che dà risposte che non hanno la rassicurante certezza dei ragionamenti manichei. Un libro che per questo provocò, al suo comparire, nel 1963, accese discussioni e pesanti critiche all'autrice.

"Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo, in aereo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, 'in concorso con altri', crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la seconda guerra mondiale." Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del "New Yorker". Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perci" tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.

Un'opera che è ormai un classico della riflessione sull'orrore del XX secolo, pubblicata nel 1964 e giunta alla dodicesima edizione. Un libro scomodo, perché pone domande che non avremmo mai voluto, e spesso non vogliamo ancor oggi, farci. Al suo comparire, questo libro provocò accesi dibattiti e pesanti critiche all'autrice che si era recata a Gerusalemme come giornalista al processo contro il nazista Adolf Eichmann, una delle "pedine" più solerti ed "efficienti" della "Soluzione finale". Assistendo a quel discusso dibattimento, la Arendt scoprì la "terrificante normalità umana" del secolo delle Ideologie Organizzate. Il Male le appare banale e proprio per questo ancora più terribile: perché i suoi servitori, più o meno consapevoli non sono poi così diversi dal nostro vicino di casa.
Segnala questo prodotto ad un amico
La nostra newsletter
ok Clicca qui per ricevere
la nostra newsletter!
segnala questo sito
mappa del sito
- Tutti i diritti Riservati.
sitengine Telemar Vicenza
Condizioni di vendita | Privacy & Policy | Guida al Sito